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L’amore secondo Bauman

Zygmunt Bauman è un sociologo scomparso recentemente, lui parla di modernità liquida riferendosi a quel periodo che va dagli anni ‘60 in poi, definito postmodernità, tarda modernità, capitalismo maturo, modernità riflessiva ecc, fino ad arrivare ai giorni nostri. Ci troviamo nell’era del consumismo in cui viene soddisfatto ogni bisogno immediato per poi passarne subito ad un altro.

Con la stessa rapidità e con la stessa bramosia viene soddisfatta qualsiasi tipo di relazione che poi sparisce senza lasciarne traccia. E’ per questo che molto spesso ci si rivolge allo psicologo, infatti emergono difficoltà nell’avere relazioni amicali e sentimentali durature e stabili.

Il tema principale della riflessione di Bauman è dunque “la relazione umana” e la sua sorte in un’età in cui “gli uomini e donne disperati perché abbandonati a se stessi, si sentono degli oggetti a perdere, che anelano la sicurezza dell’aggregazione e una mano su cui poter contare nel momento del bisogno, e quindi ansiosi di instaurare relazioni sono al contempo timorosi di restare impigliati in relazioni stabili, per non dire definitive, poiché paventano che tale relazione possa comportare oneri e tensioni che non vogliono né pensano di poter sopportare e che dunque possa fortemente limitare la loro tanto agognata libertà di … si, avete indovinato, di instaurare relazioni” (p. VI).

Questo accade non solo nei rapporti interpersonali, ma anche nella relazioni con sè stessi, quella che Zigmut Bauman chiama “liquidità dell’amor proprio” riferita ad una mancanza di autostima, siamo qualcuno solo se possediamo cose.

Bauman nel suo libro “Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi”, spiega come i legami siano stati sostituiti dalle “connessioni” più che dalle “relazioni”, infatti i social sono entrati a far parte della vita di molte persone, attraverso i quali è possibile parlare in qualsiasi momento con persone sconosciute e con la stessa velocità in cui ci si è messi in contatto smettere di scrivere. Per Bauman l’amore liquido è proprio questo: “un amore diviso tra il desiderio di emozioni e la paura del legame…soddisfare il bisogno di amare ed essere amati, in una continua ricerca di appagamento, senza essere mai sicuri di essere stati soddisfatti abbastanza. Il concetto di amore liquido rileva tutta la fugacità e l’instabilità dei sentimenti, il sociologo nel suo lavoro spiega cosa sono gli affetti liquidi che si esprimono all’interno di una società liquida che influenza le relazioni sentimentali, intendendo come liquidità la mancanza di punti stabili, di certezze, di punti di riferimento forti che rendono quindi instabili e fragili le relazioni. Secondo il sociologo ciò è dovuto allo sgretolamento dei valori da ascrivere al consumismo e alla trasformazione dell’uomo in “buyer”, un soggetto che sa solo soddisfare il suo bisogno di possesso, sia che si tratti di beni di primo consumo, di un automobile nuova o di una persona, una volta “usato” e sedato lo stimolo ad averlo, tutto può essere eliminato. Così nello stesso modo in cui agiamo nei confronti degli oggetti, altrettanto facciamo con le persone con cui abbiamo stabilito una relazione, che tendiamo a rompere, appena iniziano a divenire impegnative e limitative. Siamo portati a concludere le relazioni al momento in cui cominciano a diventare stabili, proprio come si potrebbe fare con gli oggetti anche se nuovi o semi-nuovi, li sostituiamo perché li consideriamo antiquati e inattuali. Questo atteggiamento è dettato dalla paura della perdita, anche se solo parziale della propria libertà, perché un legame che dura tende a diventare stabile e vincolante, con un insieme di responsabilità da dover gestire, spaventati dall’idea di vivere una routine quotidiana che avvilisce e annoia, a questa si preferiscono relazioni mordi e fuggi, basate sulla convivenza senza vincoli né legali né religiosi. Nonostante l’amore liquido sia stato pubblicato nel 2003, leggendolo ci rendiamo conto che Baumann è stato un precursore, al di là della storia di ognuno di noi e delle rispettive esperienze ci rendiamo facilmente conto che le sue riflessioni sono sempre più attuali, noi viviamo in una società pervasa dalla liquidità, la maggioranza delle relazioni sia tra i giovani che tra i meno giovani sono caratterizzate da precarietà e instabilità. Concludo citando Bauman “bisogna imparare ad impegnarci a coltivare l’amore affinchè esso possa effettivamente adempiere alla sua funzione di motore del mondo e della nostra vita, senza avere timore che esso possa compromettere la nostra libertà individuale e precluderci possibilità migliori, tenendo presente il fatto che ciò che si guadagna in quantità si perde in qualità e ciò che si guadagna in facilità (scambiata per libertà) si perde in sicurezza”.